Con più di centotrenta opere tra dipinti e disegni che ne ripercorrono l'avventurosa
vita, la Galleria nazionale d'arte moderna di Roma presenta la prima grande
retrospettiva di Mario Schifano, a cura di Achille Bonito Oliva, in collaborazione
con l'Archivio Mario Schifano.
La mostra ricorda un'artista-icona dell'arte italiana a dieci anni dalla sua scomparsa.
Precursore delle avanguardie artistiche, a cominciare dai celebri monocromi,
e della pop art in particolare, Mario Schifano ha contribuito al rinnovamento dell'arte
internazionale, ed è entrato in contatto con artisti quali Tzara e Duchamp,
Rauschenberg e Kline, Dine e Jasper Jones, senza dimenticare Andy Warhol, che
conobbe a New York nel '62. Spesso paragonato all'artista americano per la velocità
del gesto pittorico e la quantità della produzione torrenziale, Mario Schifano è
stato la prima figura internazionale dell'arte italiana contemporanea, e negli
anni sessanta uno degli artisti della scuderia della grande gallerista americana
Ileana Sonnabend. Alla Galleria nazionale d'arte moderna i numerosi prestiti, concessi
soprattutto da collezionisti privati, restituiscono la grandezza dell'artista
e la forza anticipatrice delle sue opere.
L'allestimento, curato da Federico Lardera, presenta le opere decennio dopo decennio ricordando come per quarant'anni
vita e arte siano state inestricabilmente legate nel lavoro di Schifano.
La mostra si apre con le prime opere degli anni cinquanta, perlopiù inedite, le
quali dimostrano come, appena ventenne, egli avesse già acquisito una propria
identità. L'attività di Schifano è poi scandita dalla creazione di cicli tematici progressivi
- i monocromi, gli incidenti, i paesaggi… tutti presenti in mostra - fino a
sconfinare nel linguaggio multimediale. Tra i primi a sperimentare innesti tra pittura
e altre forme d'arte come musica, cinema, video, fotografia, l'ultimo periodo di produzione
di Schifano è particolarmente segnato dai media e dalla multimedialità,
interrotto soltanto da alcuni cicli più prettamente "pittorici", in una fase di piena
coscienza del proprio ruolo di artista-uomo del suo tempo.
L'ultima sezione della mostra comprende i disegni, dove sarà esposta per la prima volta la cartella
grafica realizzata con il poeta Frank O'Hara, e le polaroid: istanti di vita che
spesso Schifano trasferisce sulle grandi tele. Chiude la mostra il montaggio antologico
dei film dello stesso Schifano, a cura di Luca Ronchi, che restituisce tutta la
vitalità elettrizzante di un artista dal prodigioso talento.
Il catalogo, edito da Electa, è ricco di contributi che raccontano di decennio in
decennio il rapporto tra vita e pittura di Mario Schifano. Una preziosa antologia di
testi e articoli sull'artista chiude la pubblicazione.
L'esposizione resterà aperta dal 12 giugno al 28 settembre, poi si sposterà a
Milano e al Musée d'art moderne di Saint-Etienne. La mostra è stata co-prodotta
con Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, ha ottenuto lo sponsor tecnico
Global Assicurazioni Spa e Global Assistance SpA, la collaborazione
dell'Accademia di Brera e della Fondazione Stelline.