Iscrizione: EGO ROSALIA SINIBALDI QUISQUINE ET ROSARUM DOMINI FILIA AMORE DOMINI MEI IESU CRISTI INI HOC ANTRO HABITARI DECREVI.
Il dipinto raffigura Rosalia, santa e patrona della città di Palermo dal 1624. Il culto della santa conobbe una grande diffusione dopo che il ritrovamento delle sue spoglie mortali in una grotta del Monte Pellegrino, luogo del suo eremitaggio, venne messo in relazione con il superamento della fase più acuta dell'epidemia di peste che aveva colpito la città. L'evento diede inizio ad una proliferazione di immagini della santa, anche per impulso delle tele a lei dedicate da Anton Van Dyck. Qui Rosalia, vestita del saio marrone della penitenza, è raffigurata all'interno della grotta, nell'atto di incidere sulla roccia il suo nome e la confessione della fede, secondo l'iscrizione ritrovata nello stesso 1624 in una grotta nei pressi di Quisquina; ai suoi piedi gli emblemi della meditazione, il teschio e il crocefisso. La composizione è giocata sulla contrapposizione tra la santa, raffigurata sulla destra, e i due demoni sconfitti sulla sinistra, rappresentazione delle tentazioni; tra i due gruppi è una cesura, lo spazio vuoto e scuro della caverna, e in alto una gloria angelica.
Dal 9 novembre inoltre il dipinto sarà temporaneamente esposto nell'area aperta al pubblico della Filiale di Palermo Sede in via Libertà 32, durante il consueto orario di sportello.