Milano 
 Fano 
Altre Mostre

 Presentazione galleria  Calendario mostre  Storico mostre 
 

IL REALE IN FIGURA
Fotografi nella stagione del Neorealismo

Sede mostra: Sala del CMC via Zebedia, 2 Milano
Durata mostra: 6 giugno - 20 luglio 2001
Orari: da lunedì a sabato, 9.30 - 19.00
Per informazioni: Centro Culturale di Milano Tel. O28.645.516.248
Ufficio Stampa 339.86.71.749

Con il contributo di    


Fotografi nella stagione del Neorealismo - a cura di Enrica Viganò


Tra le opere prime del Neorealismo vi è un piccolo libro di 26 fotografie di Alberto Lattuada e una poesia di Ernesto Treccani, edito nel 1941 da Corrente a Milano. Scrive Lattuada che nel suo fotografare ha ''cercato di tenere sempre vivo il rapporto dell'uomo con le cose... uomini per le strade, uomini al lavoro uomini sospesi alla voce della poesia, uomini vinti, e dappertutto, in qualunque condizione, la tesa volontà di vivere e la necessità di amare e di sperare''. In quest'opera Lattuada anticipa quindi i temi e i modi dei film e dei romanzi italiani, che diventeranno nodo fondamentale nella cultura del secondo dopoguerra.

La mostra al Centro Culturale di Milano si inserisce nel lavoro di riscoperta critica dei fotografi italiani che nella linea indicata da Lattuada, hanno operato con straordinaria umiltà e aderenza a questa visione dal 1945 al 1960.

L'esposizione si sviluppa in 50 immagini di nove dei più significativi fotografi della lunga stagione del Neorealismo: Federico Patellani, con le immagini scattate nei giorni successivi alla Liberazione e con i volti dei minatori sardi del 1950; Tino Petrelli, con il suo racconto del paese calabro di Africo; Piero Donzelli, con le sue umili figure, che nella semplicità dei gesti quotidiani si misurano con l'enigmatica apertura del paesaggio padano; Mario De Biasi, con la sua attenzione al muoversi degli uomini dentro la folla e lo spazio delle grandi città; Franco Pinna, con la sua epica testimonianza resa al mondo contadino e pastorale del sud; Enrico Pasquali, che racconta l'odissea delle mondine e dei braccianti nelle risaie della bassa emiliana; Nino Migliori, con la sua misurata attenzione ai piccoli paesi della provincia italiana; ed infine la drammatica e innovativa opera di Mario Giacomelli delle sequenze Scanno e Verrà la morte e avrà i tuoi occhi; per chiudere con le immagini di Enzo Sellerio nella Palermo degli anni sessanta, quando la ormai mutata condizione del paese apre a una nuova e più complessa stagione culturale e politica.

A quasi mezzo secolo di distanza da quei drammatici anni, col venir meno delle sovrapposizioni di ideologie e schemi, emerge finalmente il senso vero con cui questi autori avevano guardato alla realtà. Nella stretta aderenza al dramma del visibile essi hanno sempre rivelato la realtà ulteriore che anima la vita degli uomini. Come scrive Zavattini "La realtà prima che appare immediatamente non basta più. Piuttosto è necessario che le minime cose, gli stati d'animo considerati troppo comuni, rivelino il loro potere manifestante; che le cose dicano qualcosa d'altro da ciò che si rivela nella loro immediata presenza ... quell'altro, quel segreto, quella realtà seconda è la sola qualità che le rende degne di essere raffigurate''. Cosi, nelle immagini di questi nove autori, i luoghi e i personaggi di un paese povero e apparentemente arretrato diventano rivelazione della vera condizione dell'uomo in ogni luogo. E il segreto della realtà seconda, che diventa visibile nelle immagini di questi autori, a determinare oggi l'interesse internazionale verso le opere fotografiche di questo periodo.

La ricerca sul Neorealismo nella fotografia italiana è ancora agli inizi. Dopo il volume di Ennery Taramelli , Viaggio nell'Italia del Neorealismo, edito nel 1995, Enrica Viganò cura nel 1999 una mostra itinerante di 100 immagini, con il catalogo El neorealismo en la fotografia italiana , dalla quale è tratta la scelta qui presentata con il titolo Il reale in figura, facente parte della rassegna milanese a cura di Giovanni Chiaramonte. Enrica Viganò considera questa mostra come l'inizio di un doveroso studio su un aspetto essenziale di quel periodo della storia culturale italiana e la sua ricerca, condotta con il supporto scientifico di Giuseppe Pinna, si concluderà nel 2002 con un libro e con una più ampia esposizione.

50 immagini di 9 artisti

Federico Patellani, Ie foto scattate nei giorni successivi alla Liberazione e i volti dei minatori sardi del 1950;
Tino Petrelli, il racconto di Africo, un paese calabro;
Piero Donzelli, la semplice umiltà dei gesti quotidiani che si misurano con l'enigmatica apertura del paesaggio padano;
Mario De Biasi, gli uomini dentro la folla e lo spazio delle grandi città;
Franco Pinna, l'epico mondo contadino e pastorale del sud;
Enrico Pasquali, l'Odissea delle mondine e dei braccianti nella Bassa emiliana;
Nino Migliori, la vita dei paesi della provincia italiana;
Mario Giacomelli, le innovative sequenze di "Scanno" e "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi'' di Pavese;
Enzo Sellerio, la Palermo degli anni Sessanta nella nuova stagione politica.

Enrica Viganò ha curato nel 1999 una mostra di 100 immagini portata in giro per l'Europa e gli Stati Uniti, dalla quale è tratta la selezione qui presentata. Seconda parte della rassegna Il reale in figura, coordinata da Giovanni Chiaramonte, la mostra Il segreto della realtà seconda è preludio all'ampia rassegna che la Viganò ha in programma per il 2002 a Torino.

La mostra al Centro Culturale di Milano si inserisce nel lavoro di riscoperta critica dei fotografi italiani che dal 1945 al 1960 hanno operato nella linea indicata da Alberto Lattuada, maestro di un'arte che cerca di tenere sempre vivo il rapporto dell'uomo con le cose.

''Uomini per le strade, uomini al lavoro, uomini sospesi alla voce della poesia, uomini vinti e dappertutto in qualunque condizione, la tesa volontà di vivere e la necessità di amare e sperare.'' Albedo Lattuada, in un piccolo libro di 26 fotografie con il commento poetico di Emesto Treccani, aveva anticipato nel 1941 i temi e i modi del neorealismo, che nella letteratura e nel cinema diventerà nodo fondamentale della cultura del dopoguerra.

Seconda tappa del progetto Il reale in figura, inaugurato con le Immagini di un dramma americano, 1935-43. l fotografi della Farm Security Administration, la mostra del Centro Culturale di Milano ripropone l'attualità dei fotografi italiani che hanno cercato di rendere visibile ''la realtà seconda'' intuita da Cesare Zavattini: "La realtà prima che appare immediatamente non basta più. Piuttosto è necessario che le minime cose, gli stati d'animo considerati troppo comuni, rivelino il loro potere manifestante, che le cose dicano qualcosa d'altro da ciò che si rivela nella loro immediata presenza... quell'altro, quella realtà seconda è la sola qualità che le rende degne di essere raffigurate."

 


CRYPTO S.p.A.bankadati