Il lungo addio. Der lange Abschied
presentazione | cartella stampa
Sede La Truna Piazza Sant'Anna Chiareggio (SO)
Inaugurazione venerdì 11 agosto 2006 ore 18.00
Durata 12 agosto - 3 settembre 2006
Ingresso libero
Informazioni APT Chiesa in Valmalenco 0342.451.150
Associazione Amici di Chiareggio 333.3818557
Fondazione Gruppo Credito Valtellinese
Il lungo addio. Der lange Abschied
"Il lungo addio - der lange Abschied": una storia fotografica sull'emigrazione italiana in Svizzera dopo la guerra.
A Dieter Bachmann, direttore per molti anni della rivista culturale "Du" e responsabile per i progetti culturali dell'istituto italo-svizzero a Roma, quest'impresa è riuscita perché sostenuto dall'amore per l'Italia e per gli italiani, che, attraverso le fotografie esposte nella mostra, ci presentano uno spaccato di vita che ha condizionato l'evoluzione sociale e culturale di questo Paese. La mostra documenta il destino di individui, fissa dei momenti, accompagna gli uomini nel viaggio che gli cambia la vita fra il luogo d'origine e l'arrivo, mostra la loro vita lavorativa e anche il tempo libero. Ancora una volta di più la fotografia, con il suo carattere documentario, riesce qui a rendere testimonianza e a raccontare la storia.

Volti disfatti dal lavoro e dalla fatica, sguardi attoniti, smarriti di fronte a certezze che le necessità e il bisogno hanno violato e distrutto, bambini infagottati nei loro abiti miseri, e poi le interminabili attese alla dogana e al confine italo-svizzero, l'umiliazione dei controlli medici e finalmente un'occupazione. Spesso ingrata, mortificante, avvilente.

Sono alcuni dei frammenti fotografici della mostra 'Il lungo addio. Der lange Abschied' aperta al pubblico per la prima volta a Roma, presso l'Istituto Svizzero, nel 2003, allestita poi a Coira, Zurigo, Kreuzlingen, Biel/Bienne e nel 2005 a Sondrio presso la Sala mostre Ligari presso il Palazzo del Governo.

Foto private e d'archivio (alcune anonime) per ricordare l'epopea dell'immigrazione italiana in Svizzera, attraverso 40 scatti in bianco e nero. Un percorso che parte simbolicamente dall'Italia con ritratti di miseria e desolazione. Siamo nel 1948: Tino Petrelli immortala un gruppo di bambine (scalze) all'interno di una scuola e una famiglia, originaria di Africo in Calabria, che 'convive' tranquillamente in casa con capre e maiali. Ci sono poi le foto della partenza sulla 'Freccia del sud', che nel suo lungo viaggio avrebbe raccolto meridionali e disperati, gli ultimi saluti alla famiglia e ai figli, le valigie foderate di cartone e legate con spago pesante. In fondo quegli emigrati sono semplicemente "forze di lavoro straniere con l'obbligo del controllo" . Contro di loro divieti, prescrizioni, l'assoluta sfiducia.

Nell'edizione di Chiareggio è stata privilegiata una selezione fotografica in grado di documentare il lavoro degli emigrati italiani in Svizzera presso i cantieri per la realizzazione delle grandi infrastrutture di comunicazione (trafori, ponti, strade ferrate, gallerie).

La mostra è prodotta dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese ed è promossa dall'Associazione Amici di Chiareggio con la collaborazione della Città di Sondrio - Museo di Castello Masegra e del Comune di Chiesa Valmalenco.

Si ringrazia Dieter Bachmann per la concessione delle opere esposte.
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