Milano 
 Fano 
Altre Mostre

 Presentazione galleria  Calendario mostre  Storico mostre 
 

BAGLIORI
Guido Lodigiani
  CATALOGO VIRTUALE
SPECIALE TV

Sede: Palazzo Besta, via Besta 8, Teglio (Sondrio)
Inaugurazione: Palazzo Besta in Teglio
sabato 2 luglio 2005 - alle ore 17,00
Durata mostra: 2 luglio - 6 settembre 2005
Orario: Da martedì a sabato ore 9.00-12.00 14.00-17.00
Domenica ore 8.00-14.00
Lunedì, seconda e quarta domenica di ogni mese chiuso
Informazioni: Consorzio Teglio Turismo tel.0342782000

Fondazione Gruppo Credito Valtellinese        Centro Tellino di Cultura        Città di Sondrio


opera di Guido Lodigiani È con autentico piacere che la Fondazione del Gruppo Credito Valtellinese produce questo evento culturale, contribuendo alla realizzazione della mostra Bagliori dell’artista milanese Guido Lodigiani. L’ospitalità offerta da Palazzo Besta di Teglio, tra le più famose e affascinanti dimore rinascimentali della provincia di Sondrio, ci permette, ancora una volta, di allestire uno spettacolo nello spettacolo e di proporre il lavoro inedito e privato di un giovane scultore, classe 1959.
Guido Lodigiani ci era noto, finora, come autorevole interprete di arte pubblica, sia di carattere liturgico e religioso, sia di impronta civile. Tra le tante opere, concepite in oltre vent’anni di sapiente professionalità, ricordiamo il monumentale bronzo policromo Candida Rosa, fuso nel 1993 per il Palazzo della Direzione provinciale del Ministero del Tesoro in via Zuretti a Milano, la Grande Proposta di Libertà, realizzata in bronzo policromo e vetri nel 1998 per il chiostro dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, fino alla scultura Cascate di vita, consegnata al Santo Padre Giovanni Paolo II durante la celebrazione del Giubileo dell’anno 2000 con i disabili.

A Palazzo Besta, invece, Guido Lodigiani presenta un progetto inedito e singolare, composto di 14 sculture in bronzo policromo, di notevole impegno monumentale, accompagnate da altrettanti disegni a carboncino che ne costituiscono, in un certo senso, l’idea e la genesi. Libero da qualsiasi condizionamento di spazio e di committenza, lo scultore mette in scena, con un linguaggio naturalistico, scomposto da guizzi espressionistici, quattordici storie d’amore, che bene s’intonano con le vicende del luogo, aristocratica dimora nel corso del XVI secolo del ramo dei Besta degli Azones. Le sculture sono gruppi bronzei, patinati di rosa e di azzurro, elegantemente ritmati da bagliori di luce, graffiati dalle emozioni e quasi animati da vitali folate di vento, che sembrano scompigliare tutto. Gli amanti di Lodigiani, danzando tra la corte e il giardino, il pozzo e l’ingresso, sono metafore dell’amore eterno, che prende forma nel vulnerabile corpo umano con leggerezza e tenacia.

 


CRYPTO S.p.A.bankadati