Completano il percorso espositivo una serie di opere dal XV al XX secolo che raccontano l'importanza e il consolidamento della fisionomia del Genio nell'arte antica e moderna fino all'influenza del mito di Leonardo nell'arte contemporanea.
Tra le opere esposte anche The Last Supper di Andy Warhol, La Cène di Daniel Spoerri e Ultima Cena di Filippo Avalle dalla collezione Credito Valtellinese.
Una prima sezione introduttiva offre al visitatore la conoscenza dell'artista attraverso una biografia ragionata che illustra il contesto sociale, l'ambiente culturale di formazione e i molteplici campi di attività del Maestro.
A seguire un video illustrativo e interpretativo dell'opera vinciana "Come era Leonardo da giovane?", focalizzato sul tema della fisionomia dell'artista, curato da Piero Angela.
A chiusura della mostra uno spazio multimediale, introdotto da una riproduzione digitale animata in scala 1:1 dell'Ultima Cena di Leonardo, ideato e realizzato da Haltadefinizione, consente di analizzare nel dettaglio lo studio delle fisionomie e delle espressioni in uno dei capolavori del Maestro.
La fortuna di Leonardo nei media è rappresentata da una rassegna di film che si sono ispirati al Genio, curata da Arnaldo Colasanti.
Nella sezione dei disegni, curata da Carlo Pedretti, Paola Salvi e Clara Vitulo, vengono esposti al pubblico il Codice sul volo degli uccelli e il nucleo completo dei tredici fogli autografi di Leonardo appartenenti alle collezioni della Biblioteca Reale di Torino, incluso il celebre Autoritratto. Prestigiosi prestiti nazionali e internazionali contestualizzano e integrano i soggetti della raccolta torinese, con attenzione particolare al tema del volto, della natura, dell'anatomia umana e delle macchine.
Attraverso una selezione di opere di artisti dalla fine del Quattrocento all'Ottocento, curata da Pietro C. Marani, viene analizzata la figura di Leonardo nelle arti e nella cultura, evidenziando come la fisionomia stessa dell'artista diventi icona del genio rinascimentale.
Un approfondimento è dedicato alla costruzione dell'immagine di Leonardo come rappresentante del carattere italiano, usato in funzione retorica nel periodo pre e post unitario.
Per la cura di Renato Barilli, la presenza di Leonardo nell'arte contemporanea si apre col celebre omaggio resogli da Marcel Duchamp conducendo l'apparente sfregio di mettere i baffi alla Gioconda. Altro riferimento d'obbligo è il tema dell'Ultima Cena, con la ripresa dovuta ad Andy Warhol, ma anche a tanti altri protagonisti dell'arte recente come Spoerri, Nitsch, Recalcati.
Il tema dell'Uomo vitruviano è inoltre riproposto nell'opera di Ceroli.
Leonardo fu anche uno strenuo studioso della fisionomica: da qui una linea che, attraverso le tipologie proposte da Lavater, arriva a Goya, Daumier, Grosz. Infine, un prezioso appunto di Leonardo invita a leggere nelle macchie dei muri la presenza di arcani paesaggi come riprendono alcuni artisti dell'Informale quali Wols, Tàpies, Rotella, Twombly, Bendini, Novelli.