presentazione | opere


Sede Galleria Credito Valtellinese
Milano, Corso Magenta 59
Inaugurazione Milano 26 maggio 2005 - alle ore 18,30
Acireale 9 settembre 2005
Durata mostra Milano 27 maggio - 30 luglio 2005
Acireale 10 settembre - 30 ottobre 2005
Orari di apertura da lunedi a sabato 10.00-19.00
domenica e festivi chiuso
Acireale orari da definire
Ingresso libero
Mostra Isabel Muņoz
Serie Surma, Etiopia 21 stampe al platino 140x114 cm (montate su plexiglas)
Retrospettiva: 30 stampe al platino 80x80 cm e 30 stampe al platino 120x80cm
(incorniciate)
Catalogo Titolo: Isabel Muņoz
Fotografie: Isabel Muņoz
Formato: 27x31,5 cm
Numero di pagine 160
Numero di illustrazioni 79
Edizione Lunwerg
per Fondazione Gruppo Credito Valtellinese
Ufficio stampa Agenzia Grazia Neri
tel. 02 625271
grazia.neri@grazianeri.com
elena.ceratti@grazianeri.com
paola.riccardi@grazianeri.com
www.grazianeri.com
Informazioni Galleria Credito Valtellinese
Milano, Corso Magenta 59
tel. 02 48008015
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Credito Artigiano       Grazia Neri

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Presentazione. Mostra fotografica | Christian Caujolle | Biografia


La GALLERIA DEL CREDITO VALTELLINESE presenta
la mostra fotografica
ISABEL MUŅOZ

Inaugurazione 26 maggio 2005 alle ore 18,30

La mostra č a cura di Dominique Stella

Isabel Muņoz, membro dell'agenzia VU', č rappresentata da Grazia Neri in esclusiva per l'Italia


"E' ovvio che la fotografia, nel momento in cui si emancipa dai suoi ambiti di riferimento - tra cui quello pittorico - mentre sta per festeggiare il bicentenario della sua invenzione - rivendica la propria autonomia e la propria peculiaritā, si fa carico della propria natura, dei propri limiti, delle proprie possibilitā e delle proprie contraddizioni.
La fotografia illustra - letteralmente - meglio di ogni altra modalitā di rappresentazione, la volontā di potenza dell'uomo che cerca di sostituirsi ad un eventuale Creatore e diventare un vero e proprio deus ex machina.
Quindi, tutto dipende da colui, da colei che guarda.
Riunire e riassumere vent'anni di lavoro fotografico di Isabel Muņoz significa, semplicemente, affermare le veritā della fotografia - la sua natura - confrontandole con il punto di vista che le ispira.
Isabel Muņoz ha cercato, per vent'anni, di farci credere di interessarsi ad alcuni "temi": il Tango o il Flamenco, e varie altre danze, in ciō che in esse vi č di pių autentico, di meno folkloristico o mediatico, che ci viene mostrato in una forma di purezza, in cui le pratiche corporee non siano pervertite dalla mercificazione contemporanea, ma capaci di produrre energia e bellezza, emozione e forma, coinvolgimento e desiderio.
Isabel Muņoz, infatti, si interroga, in maniera ossessiva, sul ruolo del corpo nelle nostre societā - e nella storia delle nostre societā - perché pensa, sa, che la sensualitā, il desiderio, il bisogno di piacere, sono - allo stesso titolo del fascino del potere - i veri motori di moltissime esistenze.
La sua scelta delle varie modalitā in cui si presentano i corpi, dallo spettacolo raffinato allo sport, dalla lotta turca alla corrida, dal balletto contemporaneo alle pratiche rituali di una tribų etiope, indica semplicemente la sua volontā di risalire alle origini, a quel momento in cui il corpo, non ancora assoggettato alle convenzioni sociali, inventa dei linguaggi che ci parlano del desiderio e della volontā d'amore e, contemporaneamente, dell'impossibilitā di raggiungere questo assoluto.
Isabel Muņoz ha saputo inventare una grammatica visiva che identifica o rende leggibili queste questioni, che percepiamo confusamente, ma che, generalmente, ci rifiutiamo di vedere.
Dal rischio estetizzante alla consapevolezza del mondo, che č frutto della sua esperienza, dall'indagine sulla situazione del corpo nello spazio fino all'impegno contro lo sfruttamento nel mondo contemporaneo, Isabel Muņoz affina il proprio stile raffinato, lo declina, lo impone, lo rivendica e dimostra, una volta ancora, che quando si č trovata la forma giusta, si č capaci di adattarla e di utilizzarla nelle questioni che
ci interessano, si puō "parlare" di qualunque cosa. Proprio perché č all'opera una tensione tra etica ed estetica."

(estratto dal testo di Christian Caujolle, direttore artistico dell'agenzia e della galleria Vu' di Parigi)






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