GIO PONTI Il fascino della ceramica
|
| |
|
| Sede: |
Milano, Spazio Eventi
Grattacielo Pirelli - Palazzo della Regione
Via Fabio Filzi 22
|
| Inaugurazione: |
Giovedì 5 maggio 2011 ore 19.00 |
| Durata mostra: |
6 maggio - 31 luglio 2011 |
| Orari d'apertura: |
da martedì a venerdi dalle 15.00 alle 19.00
sabato e domenica 10.00 - 19.00
ultimo ingresso 18.30
lunedi chiuso
|
| Ingresso: |
libero |
| Informazioni: |
Tel 0541 787681
www.regione.lombardia.it |
| |
| Il Manifesto |
Depliant |
| |
|
|
Le serie ceramiche di Gio Ponti, ideate per Richard-Ginori dal 1923 al 1930
elaborano uno scatto in avanti nella tradizione classica della cultura figurativa
italiana verso una modernità nuova e raffinata. Da una parte c'è una classicità
lontana che copre l'aspetto tipologico dell'oggetto, dall'altra c'è una classicità
che riguarda invece l'aspetto materico e decorativo.
Vasi ornamentali, grandi ciste, urne, piatti mostrano nella produzione
immaginata da Ponti figure isolate che si contrappongono a fondi di natura
geometrica, o tali da evocare scene cittadine e vedute urbane.
Tutto è ricondotto a una dimensione quasi metafisica: ogni oggetto appare
come una messa in scena in miniatura che suggerisce una modernità sospesa,
come sospesi sono i personaggi.
Sfilano donne tornite sospese su architetture classiche, avvolte da sbuffi di
nuvole, animali in corsa, clown e pierrot, barche che veleggiano su mari agitati
da sinuose onde. Matrici figurative diverse si intrecciano nella produzione
disegnativa di Ponti che guarda con attenzione anche alle esperienze
contemporanee con esiti riconducili alla metafisica, al Novecento, al futurismo.
È in questo distacco che emerge il segno di modernità dell'artista.
Nella produzione di Ponti ai pezzi di grande raffinatezza, come le ciste di
ispirazione archeologica - opere uniche - si affiancano anche oggetti per il
mercato corrente, nell'intento di proporre modelli nuovi per oggetti d'uso
comune, segnati pur sempre da un'alta qualità artistica.
Attraverso alcune delle serie più note come La conversazione classica, Le mie
donne, La venatoria, presentate con i pezzi più significativi, si ripercorre un
repertorio figurativo unico nella sua carica innovativa, seppure costruito in
un sapiente confronto e dialogo con l'antico e la classicità, repertorio che ha
concorso alla definizione di un sofisticato gusto déco italiano.
|
|