Giovanni Chiaramonte L'ALTRO_NEI VOLTI NEI LUOGHI
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Sede: |
Triennale di Milano - Viale Alemagna 6 |
| Inaugurazione: |
Martedì 3 maggio 2011, Ore 19.00 |
| Durata mostra: |
4 maggio - 5 giugno 2011 |
| Orari di apertura: |
Orari: martedì-domenica 10.30 - 20.30
Giovedì 10.30 - 23.00
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| Mostra prodotta e organizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese in collaborazione con Ultreya |
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La mostra a Sondrio | La mostra a Acireale | La mostra a Fano
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La Triennale di Milano, sede storica per l'esposizione di mostre e per la discussione attorno ai temi dell'architettura, del design, della grafica e della fotografia, dedica lo spazio espositivo della cosiddetta "Galleria dell'Architettura" - progettato da Gae Aulenti alla fine degli anni '90 - alla mostra "L'Altro_Nei volti nei luoghi" con le foto di Giovanni Chiaramonte.
La mostra, prodotta in prima edizione dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese con l'editore Ultreya, ha già raccolto ampio consenso di pubblico lo scorso anno nelle due tappe di Acireale (Palazzo Costa Grimaldi) e di Sondrio (Palazzo Sertoli e Palazzo Pretorio) e si articola in 36 dittici fotografici sul tema dell'appropriazione di due "antipolari" città italiane, Palermo e Milano, da parte dei nuovi migranti provenienti da Asia, Medioriente, Sudamerica e Africa.
I dittici fotografici costituiscono, nell'allestimento curato dalla struttura di design e art consulting della Fondazione, una narrazione che emerge prepotentemente dalla contrapposizione dialettica fra i volti di uomini e donne ritratti nel cuore delle loro abitazioni, e gli scorci di città topograficamente relativi alle vite di quegli stessi uomini e di quelle stesse donne.
I ritratti, colti in primissimi piani fotografici nell'esposizione milanese, deflagrano in alcune scelte riproduzioni a dimensione ambientale (3,50 x 3,80 metri) che si dispongono nei monumentali spazi della Triennale come icone di un mondo che non è più possibile limitare, respingere o trattenere entro le burocratiche linee di confine del Trattato di Schengen; fuor di metafora, la mostra cerca il proprio ambito di discussione nella stretta attualità geopolitica, che ci fa assistere alla dilatazione dei confini esistenti fra le coste del Mediterraneo, con l'esplosivo movimento di masse dal Nordafrica verso la vecchia Europa.
Un ulteriore concetto sviluppato dal fotografo milanese - siciliano d'origine - riguarda le trasformazioni tipologiche ed estetiche operate dalle recenti ondate migratorie sul tessuto urbano delle due città italiane prese a campione. Quasi una lettura da sociologo urbano sembra dipanarsi fra scorci di edifici in disuso, prospettive di interni umili eppur dignitosi, automobili e materiali inerti affastellati nello scenario urbano, dai quali emerge l'eterna lotta verso il miglioramento delle proprie condizioni materiali da parte dell'Uomo, quale che sia la provenienza, quale che sia la destinazione finale.
In catalogo il tema è abilmente trattato da illustri urbanisti e critici d'architettura: Kurt W. Forster (già direttore della Biennale di Venezia) e Pierluigi Nicolin (architetto e docente al Politecnico di Milano), accompagnati, nella nuova edizione concepita in occasione della mostra milanese e di quella successiva, che troverà spazio a Fano in Palazzo Corbelli la prossima estate, del filosofo contemporaneo Silvano Petrosino.
Un tema a sorpresa verrà affrontato nella performance poetica di Umberto Fiori, autore dei versi riprodotti in catalogo, che si terrà in occasione del finissage della mostra.
La mostra è prodotta dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese con Triennale di Milano e con la collaborazione di Ultreya. Catalogo Ultreya/Itaca, disponibile presso il Triennale Bookshop. Ingresso a pagamento.
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