"BAMBINI SOLDATO"
Una mostra dei disegni di guerra, di speranza e di pace
degli ex bambini soldato del Nord Uganda sotto le Tende di AVSI in Piazza Duomo a Milano
Intervengono alla conferenza stampa:
Letizia Moratti, Sindaco di Milano
Alberto Contri, Presidente Fondazione Pubblicità Progresso
Alberto Piatti, Segretario Generale AVSI
Carlo Tavecchio, Presidente Lega Nazionale Dilettanti
Santo Versace, imprenditore
"Quando i ribelli arrivarono, io uscii dalla nostra casa tremando e con il cuore in gola.
I bambini che erano troppo deboli per camminare erano semplicemente tagliati a pezzetti con delle asce
e lasciati a morire sulla strada. Questo mi spaventò tanto."
Estella, 15 anni
Kitgum, Nord Uganda
Milano, 11 dicembre 2006 - AVSI, organizzazione non governativa senza fine di lucro, presente da oltre 30 anni in circa 40 paesi
poveri del mondo (www.avsi.org), ha messo le Tende a Milano, con una nuova e particolare mostra in Piazza Duomo, dal 13
dicembre al 7 gennaio, realizzata dalla Fondazione Pubblicità Progresso. Una esposizione che vuole fare riflettere sulle condizioni
dell’infanzia negata in Africa e sull’importanza di creare nuovi spazi di felicità e di speranza tra i popoli afflitti da povertà, guerre e
malattie, sostenendo l’educazione come principale fattore di sviluppo e di pace nel mondo.
BAMBINI SOLDATO è una mostra fortemente voluta dal Comune di Milano (Assessorato alla Famiglia, Scuola e Politiche Sociali e
Settore Tempo Libero) per ribadire il suo impegno a favore dei bambini più fragili del mondo e promossa dalla Fondazione Pubblicità
Progresso. Una mostra allestita nel cuore di Milano sotto le "Tende di AVSI" che, come ogni anno durante il periodo natalizio
approdano nelle piazze italiane e in molte città all’estero, per promuovere lo sviluppo e la dignità dell’uomo attraverso il dialogo e
gesti di amore e di carità.
BAMBINI SOLDATO è un’esposizione che presenta i disegni realizzati dagli ex bambini-soldato del Nord Uganda durante i corsi di
recupero psicosociale coordinati da AVSI, presente nel paese da oltre 20 anni con progetti in sostegno alla popolazione colpita dalla
guerra. "La Fondazione Pubblicità Progresso si è molto impegnata nello sviluppo del progetto di questa mostra perchè è convinta
che di fronte a documenti così commuoventi"– dichiara Alberto Contri, presidente della Fondazione Pubblicità Progresso – "ogni
visitatore è chiamato a collaborare per sostenere tutte quelle persone adulte che, ogni giorno, con AVSI, portano la pace e la fiducia
nelle menti degli ex bambini soldato."
Nel mondo sono oltre 300.000 i bambini arruolati in eserciti e obbligati con violenza a imbracciare le armi a volte anche più alte di
loro. La maggior parte ha 10-14 anni, molti anche di meno. I più fortunati, quelli che riescono a fuggire dai ribelli, vengono inseriti in
programmi speciali socio-educativi, che li aiutano a ritornare a una vita normale. Uno dei primi lavori per far uscire il loro
dramma, ma così pure il desiderio e le speranze di pace, è il disegno. Con questa tecnica l’educatore può vedere la vita dei
bambini attraverso i loro occhi, insieme all’indescrivibile tragedia delle loro esperienze in un mondo che non ha saputo proteggerli.
Ma oltre al dramma, questi disegni, mostrano anche il coraggio dei bambini, il loro ottimismo. La loro voglia di ritornare a una vita
normale. Perché possono. Perché se aiutati da persone adulte ce la fanno.
"Il ruolo che la comunicazione può giocare in questo
caso" – continua Contri – "è quello di fare conoscere il più possibile un’esperienza assolutamente edificante come quella degli
educatori del Nord Uganda, che riempie il cuore di speranza, anche nelle circostanze più infauste".
La mostra si divide in tre sezioni: disegni del passato, disegni del presente, disegni del futuro.
Il passato rappresenta le atrocità subite dai bambini e narra la fatica di una vita vissuta in mezzo alla guerra, gli attacchi ai villaggi, il
rapimento, l’obbligo di combattere, l’uccisione dei familiari, le mutilazioni, la paura di essere uccisi. L’orrore di aver visto la guerra.
Il presente mostra la vita attuale dei bambini, come sfollati di guerra dopo la fuga dai guerriglieri. Evidenti sono le rappresentazioni
della distribuzione degli aiuti umanitari nei campi-sfollati, l’accoglienza nei centri socio-educativi, i momenti di svago, la vita
quotidiana nei villaggi. La salvezza dopo la fuga.
Il futuro rappresenta i sogni di questi bambini, che si focalizzano su desideri e aspirazioni semplici come la famiglia, la scuola, la
casa, il divertimento, il lavoro. Immagini serene di pace, amore e speranze, nonostante le atrocità subite.