La Comunità di Lanzada celebra, quest'anno, il terzo centenario della consacrazione della chiesa parrocchiale, dedicata a san Giovanni Battista,
avvenuta l'8 giugno 1706, in occasione della seconda visita pastorale del vescovo di Como, mons. Francesco Bonesana.
L'edificio attuale, opera del ticinese Martino Adamo, risalente agli anni 1659-1666, sostituì una primitiva chiesa, quattrocentesca, già filiale della
Collegiata dei Ss. Gervasio e Protasio in Sondrio, menzionata da mons. Feliciano Ninguarda nella visita pastorale del 1593, ed eretta in parrocchia
autonoma il 14 ottobre 1624. Il maestoso campanile, alto 48 metri, fu invece eretto solo più tardi, negli anni 1744-1747, sotto la guida del
capomastro Giacomo Cometti.
La facciata del tempio, ampia e solenne, è scandita da due ordini di lesene, con eleganti volute laterali, e coronata da un timpano, sormontato da due
pilastrini e da un'elaborata croce in ferro battuto; il portale ad arco, in pietra locale, è munito di interessanti battenti in noce intagliato.
L'interno è altrettanto solenne; dal punto di vista architettonico, l'effetto monumentale è ottenuto, come per la facciata, mediante un'efficace
semplificazione: un'unica, grande navata con quattro cappelle laterali; alte lesene ioniche con capitello caratteristico, arricchito da una
ghirlanda e da un cherubino; presbiterio a vano unico, illuminato da una finestra serliana.
Il vescovo Ciceri, nel 1681, visitando il nuovo tempio, così lasciò scritto: "Da dieci anni in qua s'è alzata da Fondamenti questa gran Chiesa che
pare un Duomo, ma da perfezionarsi, come raccomandiamo che si facci, mettendo mano sempre alle cose più necessarie".
...Tanto era stato fatto, ma tanto rimaneva ancora da fare: nel corso dei secoli, i lanzadesi, sia residenti, sia emigrati in diverse città d'Italia,
da Padova, a Napoli, e all'estero, con il sostegno dei loro parroci, avrebbero, via via, arricchito la loro chiesa, di tutte quelle opere d'arte che
oggi ammiriamo (come i celebri affreschi di Pietro Ligari che ricoprono la volta e le pareti del presbiterio) … o che, custodite con la massima cura
e diligenza nei cassetti e negli armadi più nascosti, sfuggono agli occhi dei più.
Proprio per riportare alla luce questi veri e propri tesori, la Parrocchia, con il sostegno della Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, del Museo Valtellinese di Storia e Arte - Comune di Sondrio e dell'Unione dei Comuni della Valmalenco, organizza una mostra dal titolo "300 anni di Fede e di Arte".
Oltre al più evidente obiettivo di conoscenza e di sensibilizzazione circa il patrimonio, la mostra si prefigge lo scopo di evidenziare il legame
esistente tra storia, arte, liturgia e pietà popolare, mediante una scelta appropriata e mirata del materiale: dalle croci astili in argento, ai
diversi calici, datati tra il sec. XVII e il XX, ai ricchi parati, completi di paliotto, pianeta, tunicelle, piviale, borsa e velo del calice,
ricamati in seta e oro… fino agli stendardi e ai bastoni processionali delle Confraternite, in particolare quelle del SS. Sacramento e del S. Rosario,
che tanta importanza dovettero rivestire per la promulgazione e la difesa, a livello popolare, delle verità della fede cattolica in un paese come
Lanzada, contraddistinto, almeno fino al 1620, anno del tristemente famoso Sacro Macello, dalla presenza protestante più massiccia di tutta la
Valmalenco.
In seguito alla riforma liturgica operata dal Concilio Vaticano II, parte della suppellettile destinata al culto è caduta in disuso: si pensi,
ad esempio, alle carteglorie, pagine cartacee, sovente arricchite da miniature a mano o a stampa, che riproducevano alcuni testi liturgici per la
Messa, poste entro fastose cornici di legno o d'argento e collocate sulla mensa dell'altare ad uso del sacerdote celebrante. A questo proposito,
l'esposizione viene, pertanto, ad assumere anche una connotazione fortemente didattica, suscitando, specialmente nei più giovani, la curiosità e
l'interesse ad approfondire aspetti appartenenti ad usi e costumi del passato.
Un'attenzione particolare merita il discorso riguardante i parroci di Lanzada, dei quali vengono esposti alcuni ritratti, per sottolineare come
molti di questi oggetti, di raro pregio e valore, facciano parte del patrimonio della parrocchia grazie al loro notevole senso artistico, supportato
da una preparazione culturale ad ampio raggio, nonché alla loro intraprendenza.
È il caso di don Gervasio Maria Trioli, una figura di eccellente levatura umanistica, giuridica, teologica e naturalistica nel panorama illuministico
dell'intera Valtellina, il quale, nel 1791, provvide in Milano gli "argenti", che, da sempre, adornano, nelle solennità principali dell'anno
liturgico, il grande altare-tabernacolo ligneo: il bellissimo servizio di candelieri e croce e i busti, rappresentanti alcuni santi vescovi.
Da ultimo, degno di nota è il forte attaccamento da parte dei parrocchiani alle chiesette che venivano, man mano, sorgendo nelle singole frazioni,
dimostrato dalla dotazione di numerosi e pregevoli arredi sacri; la mostra intende valorizzare anche alcuni di questi tesori, ancor più sconosciuti.
L'esposizione, situata nella cappella feriale, al pian terreno della casa parrocchiale di Lanzada, sarà visitabile dal 5 al 20 agosto 2006, secondo i
seguenti giorni e orari: mercoledì, venerdì e sabato, dalle ore 20.30 alle 23.00; domenica, dalle ore 16.00 alle 18.00.