Acireale 

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Arturo Martini
Sculture dalla collezione Credito Valtellinese

Sede: Galleria Credito Siciliano, Piazza Duomo 12, Acireale (Catania)
Inaugurazione: 7 ottobre 2004 ore 18.30
Durata mostra: 8 ottobre 2004 - 9 gennaio 2005
Orari: da martedì pomeriggio a domenica 10.00-13.00; 16.00-22.00
Chiuso: martedì mattina e domenica
Ingresso: libero
Catalogo: edito da Fondazione Gruppo Credito Valtellinese
Informazioni: Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Corso Magenta, 59 - 20123 Milano
Tel. +39.0248.008.015 Fax +39.02.481.4269
e-mail galleriearte@creval.it
Ufficio stampa: Irma Bianchi Comunicazione
Tel +39.0289.404.694 - 0289.400.732 Fax 028.356.467
e-mail info@irmabianchi.it

Arturo Martini Approda in Sicilia l'arte di uno scultore che proviene da una Treviso lontana nel tempo e nella geografia: Arturo Martini, importante autore del Novecento, a cui la Galleria Credito Siciliano dedica una mostra incentrata sulle opere tra gli anni Venti e Quaranta.
"Arturo Martini. Sculture dalla collezione Credito Valtellinese" apre al pubblico ad Acireale l'8 ottobre 2004, e comprende ventidue bronzi, provenienti da un'edizione tirata nel 1989 dai gessi originali. I visitatori possono ammirare le opere di medie e grandi dimensioni, realizzate dall'artista tra il 1921 e il 1943, oggi parte della collezione del Credito Valtellinese.
Straordinaria la personalità di Martini: da bambino cresciuto in una famiglia modesta, attratto dalle piccole creazioni manuali ottenute con le formine da pasticcere del padre cuoco e dalle statuine di gesso dei presepi natalizi, fino a divenire ragazzo appassionato di scultura ed artista di talento. Viaggia, lavora, conosce Boccioni e i futuristi, e acquisisce una sua personalità artistica ben precisa, pur rivisitando la lezione di Mestrovic, von Stuck, Gauguin, Matisse, e in particolare Medardo Rosso.
In questa mostra, esaustiva e completa, i visitatori trovano le massime espressioni dei vari periodi creativi, dello scultore trevigiano, che, come afferma lo storico Paolo Baldacci, "è l'unico a individuare la strada per tenere in vita un'arte al bivio tra la ricaduta nell'accademia e gli eccessi di astrazione intellettuale delle avanguardie".
Ed ecco dunque dipanarsi di opera in opera il percorso artistico dello scultore. A partire dal periodo definito "di Valori Plastici", in cui Martini realizza il trittico della Leggenda di San Giorgio e la Testa di ragazza, si giunge fino ad alcuni dei pezzi più famosi degli anni '40, come il Pegaso caduto o La vacca.
Sette sculture di soggetto classico e biblico realizzate nell'estate del 1935 a Blevio, considerate tra i massimi capolavori della scultura italiana del Novecento, costituiscono una interessante tappa nel percorso della mostra: L'amazzone, Il ratto delle sabine, Il Giudizio di Salomone, Il centometrista, Il Laocoonte, L'Ulisse, La maternità della montagna.
Particolarmente amate dal pubblico e identificate fra le opere più famose di Arturo Martini, La Pisana, La donna al sole, La dormiente, tre delle grandi figure femminili realizzate tra il 1928 e il 1931.

È disponibile per il pubblico un catalogo edito dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese

 


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