Pietro Donzelli è stato uno dei protagonisti più significativi nella cultura fotografica italiana a partire dall'immediato dopoguerra: fotografo sensibile e impegnato,
ma anche critico, editore, collaboratore di riviste specializzate e curatore di mostre.
Con le sue immagini ha partecipato a numerosissime mostre personali e collettive ma la sua prima grande retrospettiva è stata organizzata nel 1997 da
Jean-Christophe Ammann Kunstmuseum di Wolfsburg, itinerante poi e alla Schirn Kunsthalle di Francoforte e ad Arles (Francia), nel 1998, durante i Rencontres
Internationales de la Photographie.
La mostra "Verso Sud" presenta un'ampia retrospettiva delle sue opere, circa 200 immagini selezionate tra vintage prints e stampe contemporanee.
Le sue "serie fotografiche" affrontano Milano, il Delta del Po, Napoli, la Sardegna, le crete senesi, la Calabria, la Sicilia e raccontano un'Italia pre-industriale senza
idealizzazioni e senza denunce: paesaggi incantati, luci alte e sospese, gesti semplici e quotidiani. Franco Cocchi nel 1956 così presentava la mostra di Donzelli
"Terra senz'ombra": "Donzelli insegna a guardare, sempre con occhi meravigliati, davanti alla ricchezza insostituibile che ci offre la vita nel suo perpetuo svolgersi".
Nato a Monte Carlo nel 1915, Donzelli si trasferisce ancora bambino a Milano. La sua "avventura fotografica" inizia nel 1946 con il Circolo Fotografico Milanese che
lascerà nel 1950 per dar vita, con un gruppo di amici, all'Unione Fotografica. Organizza mostre e incontri internazionali (in Giappone e negli Stati Uniti) ed è grazie
al suo interessamento che verranno esposte in Italia, per la prima volta, opere di Dorothea Lange, di Alfred Stieglitz, dei fotografi della Farm Security Administration.
Dal 1957 al 1963 è redattore e poi condirettore dell'edizione italiana di Popular Photography e realizza, con Piero Racanicchi, due volumi di Critica e Storia della
Fotografia. Responsabile del "settore immagine" della SIRTI, l'azienda per la quale lavorerà per 58 anni, realizza documentari tecnici, fotografici e cinematografici,
in ogni parte del mondo. Muore a Milano nel 1998.
La mostra è curata da Renate Siebenhaar e da Giovanna Calvenzi.
Il libro che accompagna la mostra è prodotto dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese ed è concepito come una sorta di "Diario di Viaggio".
I testi sono di Giovanna Calvenzi, Marco Meneguzzo e Renate Siebenhaar.
Accanto alla mostra sono previsti workshop gratuiti, affidati ad esperti ed artisti, indirizzati a professionisti, studenti universitari e delle accademie ed amatori.