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Crevalart

​​​​​Le collezioni del Gruppo Credito Valtellinese
Alla stregua di numerose banche popolari cooperative a carattere locale, nei primi decenni di vita il Credito Valtellinese - capogruppo dell'omonimo Gruppo bancario, fondato a Sondrio il 12 luglio 1908 con il nome di Banca Piccolo Credito Valtellinese - inaugurava timidamente la propria attività collezionistica con acquisti discontinui di dipinti firmati da autori locali quali Paolo Punzo (1881-1941), Francesco Carini (1883-1959), Vittoria Personeni Quadrio ed Elio Pelizzatti (1942-2006). Questo approccio sarebbe perdurato fino alla seconda metà degli anni Sessanta, quando alla Banca veniva offerta l'opportunità di acquisire alcuni dipinti di proprietà di un'importante famiglia gentilizia veneziana: la Banca otteneva di trattenere presso di sé alcune tra le opere della collezione. Tra paesaggi di montagna e nature morte con gerani spuntava così un piccolo ma pregiatissimo Cima da Conegliano (1459/1460 - 1517/1518) e una tempera grassa su tavola a firma del pittore piemontese Bernardino Lanino (1512 - 1583).
Un vero e proprio salto di qualità - determinato anche dall'aumento delle risorse finanziarie e degli spazi disponibili - avveniva in concomitanza con l'acquisto, nel 1982, di Palazzo Sertoli in Sondrio, e con l'apertura della prima galleria presso il Palazzo delle Stelline a Milano nel 1987, seguita da quella sondriese: quest'ultima ricavata da ambienti di servizio prospicienti la corte rustica del Sertoli. L'anno successivo all'acquisto dell'immobile, allo scopo di arredare i rinnovati spazi del palazzo sondriese, l'Istituto decideva di comprare dagli eredi della famiglia bresciana Sertoli Da Ponte parte del mobilio antico e dei dipinti di proprietà del casato, imprimendo così ai propri indirizzi collezionistici una decisa svolta verso l'arte moderna di area lombardo - alpina. Il nucleo principale e più consistente della collezione di arte moderna del Gruppo Credito Valtellinese è dunque costituito dall'eredità Sertoli Da Ponte - di circa 270 pezzi - che tra l'altro ha contribuito in maniera determinante a delineare le scelte collezionistiche dell'Istituto di credito, da allora decisamente orientate sull'equivalenza tra identità culturale - artistica e identità territoriale. I dipinti più pregiati della raccolta erano una preziosissima copia dal Giudizio Universale di Michelangelo e una Discesa di Cristo al Limbo del fiammingo Herri Met De Bles, detto "il Civetta" (prima metà XVI sec.). Un'altra prestigiosa opera proveniente dall'eredità Da Ponte è senza dubbio il Ritratto di gentiluomo attribuito al Moretto (1498-1554), al quale tuttavia non sono secondi a livello qualitativo l'Orlando pazzo d'amore di Giuseppe Bisi (1787-1869), la Vergine in gloria col Bambino, due angeli e Santa Margherita d'Antiochia di Paolo da Caylina il Giovane (1485-1545), un Palma il Giovane (1548-1628) raffigurante la Pietà con i Santi Girolamo e Francesco d'Assisi (?), Cristo e la Samaritana di Jan de Herdt (doc. 1640-90), un Banchetto di Baldassarre di Agostino Salloni (att. 1699), una coppia di splendidi teleri di Andrea Celesti (1637-1712) a tema evangelico, un'Adorazione dei Magi di Domenico Carretti (1684-1719), la Salita al Calvario già attribuito a Pieter de Witte detto il Candido (1540-1628) ed un pendant di scene bucoliche realizzate da Philipp Peter Roos (1655-1706). Il nucleo Sertoli Da Ponte è stato poi coerentemente implementato da acquisti mirati, tra i quali è necessario ricordare per lo meno alcune opere di Fermo Stella da Caravaggio (1490-1564) ed una coppia di tele dipinte a motivi floreali realizzate da Giovanni Segantini (1858-99) durante i suoi anni di formazione milanese. Forse a prima vista avulso dal resto della collezione ma in realtà decisamente significativo, il nucleo di icone russe dei sec. XVIII e XIX costituisce un unicum all'interno della raccolta.
Occorre anche segnalare come parte della collezione sia dal 2008 permanentemente ospitata presso il Grand Hotel della Posta di Sondrio, di proprietà del Credito Valtellinese, recentemente restaurato e rinnovato dal punto di vista architettonico e decorativo.

 
Fiore all'occhiello della raccolta di arte moderna è senza dubbio la sezione dedicata ai Ligari - un'importante famiglia di artisti valtellinesi del XVIII secolo - che comprende dipinti a soggetto storico, religioso, evangelico, biblico ed allegorico, ma pure alcuni ritratti di grande spessore psicologico, oltre a disegni, bozzetti e schizzi preparatori per opere di più ampio respiro quali affreschi e pale d'altare.
Le acquisizioni successive hanno riguardato sopratutto singole opere, specialmente per via d'asta o da privati, tuttavia sempre seguendo la linea della contiguità territoriale e culturale alle aree di insediamento del Gruppo, come nel caso della tela di Pietro Novelli (1603-1647) raffigurante Santa Rosalia, che è stato acquistata dal Gruppo nel 2010 e "restituita" ai palermitani in occasione della sua esposizione presso il Reale Albergo delle Povere di Palermo, nell'autunno dello stesso anno: attualmente la tela è conservata presso la Direzione generale del Credito Siciliano ad Acireale.
Accanto a tale politica acquisitiva è venuta man mano a definirsi una linea, ovviamente coordinata dalle dirigenze, che sembrerebbe attribuire al Credito Valtellinese una particolare competenza relativa all'arte moderna, al Credito Artigiano (ora rete commerciale del Credito Valtellinese) quella pertinente l'Ottocento lombardo e soprattutto milanese, al Credito Siciliano e a Carifano, ultima banca ad entrare nel Gruppo, l'arte contemporanea.
Nel caso del Credito Artigiano il percorso collezionistico è stato segnato dal patrimonio artistico che l'Istituto portava in dote al momento del suo ingresso nel Gruppo: ci si riferisce, in questo caso, ad opere di Ernesto Treccani (1920-2009), Giancarlo Cazzaniga (1930-), Salvatore Fiume (1915-97), Renato Guttuso (1911-87), Luca Carlevarijs (1663-1730), Milo Manara (1945-), Mosè Bianchi (1840-1904), Angelo Inganni (1807-80), Guido Lodigiani (1959-), Carlo Francesco Nuvolone (1609-62) e Tintoretto (1518-94).
Per il Credito Siciliano il discorso è ancora differente, in quanto le sue collezioni ripercorrono spesso l'attività espositiva intrapresa a partire dal 2004 con il supporto dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, e che va dalle sculture di Takis (1925-) alle opere di Emilio Isgrò (1937-).
Pur tenendo conto delle distinzioni di indirizzo collezionistico considerate in precedenza, l'arte contemporanea è tuttavia presente in maniera massiccia e trasversale in tutti i nuclei collezionistici di ogni banca del Gruppo, e questo è potuto accadere in ragione dell'intesa attività espositiva che il Credito Valtellinese porta avanti con successo ed entusiasmo dal 1987: è ormai noto a tutti come in quell'anno fosse stata inaugurata - tra folle di giornalisti e oltre 5.000 persone che bloccarono per una sera il traffico di corso Magenta - l'ultima mostra di Andy Warhol (1928-87) che, ispirata all'affresco leonardesco della vicina basilica di Santa Maria delle Grazie, portava il tristemente profetico titolo di The Last Supper (l'autore infatti morì il 22 febbraio dello stesso anno a New York; il co-curatore e ideatore della mostra, il gallerista Alexander Iolas, l'8 giugno). Il nucleo del contemporaneo non poteva venire alla luce sotto migliori auspici, e infatti negli anni il Gruppo ha seguitato a collezionare un'invidiabile raccolta di arte contemporanea, che include pittura, grafica e soprattutto scultura. In diverse occasioni - come nel caso di Daniel Spoerri (1930-) e della sua site-specific Catena genetica per il Mercato delle Pulci per la Galleria delle Stelline (10.11.2000-6.1.2001) - l'Istituto era stato addirittura il committente delle opere, e dunque l'acquisto diventava spesso un fatto connesso in maniera imprescindibile con l'attività espositiva. Questo discorso vale anche per i giovani artisti emergenti, che proprio grazie alla politica di promozione culturale del Gruppo hanno potuto essere valorizzati e proiettati verso una carriera di livello internazionale, come nel caso degli artisti Luca Conca, Paolo Barlascini e Daniele Pigoni, le cui opere arricchiscono anche le collezioni dell'Istituto.
La scultura va ad occupare una posizione senz'altro preminente nelle collezioni del Credito Valtellinese, e questa particolare attenzione alle arti plastiche si manifesta in pieno nel Giardino della Scultura: infatti dal 1990 il giardino ottocentesco prospicente il fronte meridionale di Palazzo Sertoli ospita una raffinata collezione di arte plastica d'ambito internazionale che, a partire dall'artista valtellinese Mario Negri, compie un ampio raggio che giunge ad includere opere di Arturo Martini, Novello Finotti, Lydia Silvestri, Augustin Càrdenas (1927-2001), Pietro Consagra (1920-2005), Giancarlo Sangregorio (1925-), Antonio Recalcati, Velasco, Pierluigi Mattiuzzi (1943-), Pietro Scampini (1950-), Takis e Idetoshi Nagasawa (1940-).
Tra le espressioni del contemporaneo, una preziosa nicchia viene occupata pure dalla fotografia. Con le mostre di Marco Anelli e Stefania Beretta, L'ombra e la luce nella basilica di San Pietro in Vaticano (Sondrio, 08.02-04.03.2000; Firenze, SpazioFoto Credito Artigiano, 23.06-22.07.2000) e Cave (Sondrio, 26.04-16.06.2005), e con l'esposizione di Dominique Laugé, Viaggio di Meyer (Sondrio, 14.12.2004-1.03.2008), le collezioni si sono arricchite anche di scatti firmati dai maggiori fotografi europei viventi. In particolare la mostra di Laugé era stata ideata per valorizzare, attraverso il confronto diretto tra fotografia e grafica, la serie di stampe realizzate dall'incisore J. Jacob Meyer tratte dai libri Voyage pittoresque sur la nouvelle route depuis Glurns en Tyrol par le col de Stilfs (Passo di Stelvio) par la Valteline, le long du lac de Come jusqu'a Milan (edito nel 1831) e da Die neuen strassen durch den canton Graubünten von Chür über den Splügen bis zum Comersee und über Bernhardino bis Bellinzona dargestellt, pubblicato sempre a Zurigo nel 1825, che fanno parte - insieme a pregevoli acqueforti di Giovanni Battista (1720-78) e Francesco Piranesi (1758-1810) - della collezione di grafica della Banca.