Per la prima volta siamo ospiti, per la presentazione della nostra stagione di concerti, di quella che è familiarmente chiamata "Casa Verdi".
La scelta non è casuale, perché i legami fra Casa Verdi e il Quartetto affondano nelle rispettive radici: fra i fondatori del Quartetto, nel 1864, v'erano Arrigo Boito e Tito Ricordi, entrambi vicinissimi a Verdi anche nella creazione di quella che il Maestro definiva "la mia più bella opera". Boito dava vita alla Società del Quartetto per diffondere in Italia la conoscenza della musica strumentale, quella che Verdi dichiarava "non essere la nostra"; ma Arrigo Boito lasciava il suo patrimonio ad una "Fondazione Arrigo Boito" con sede in Casa Verdi, di supporto alle attività della fondazione verdiana, da qualche anno incorporata nella Fondazione Verdi.
Essere qui oggi testimonia la volontà del Quartetto di confermare la persistenza, nel tempo, dei valori culturali, anche nel loro indispensabile e fondativo profilo morale, che hanno caratterizzato la nostra società.
Secondo la consuetudine, diamo ora un commento sintetico alla situazione del Quartetto oggi, prima che Paolo Arcà illustri le caratteristiche del programma della nostra prossima stagione.
Senz'altro significativa è la maggior partecipazione giovanile, sicuramente favorita da una politica (sostenuta dalla benemerita Fondazione Pro Musica Giancarlo e Etta Rusconi) di estrema agevolazione: non pensiamo che siano molti gli enti, specialmente poco sostenuti - come il Quartetto - da contributi pubblici - che consentono ai giovani sino ai 30 anni di abbonarsi (e divenir soci) al costo complessivo di 100 euro, che permette di accedere ai concerti con un costo unitario inferiore a 5 Euro. E ai giovani, da quest'anno, è stata anche riservata la possibilità di non spendere 100 Euro tutti insieme, ma di acquistare il biglietto di volta in volta a 5 euro e, dopo 10 concerti, di convertire la spesa complessiva in un prodotto discografico della Bottega Discantica. Il successo della nostra politica di favorire la partecipazione giovanile è attestato dalla elevata percentuale (32% del totale) di biglietti venduti ai giovani nei concerti della stagione in corso. E il successo presso i giovani ci ha motivato ad avviare un esperimento, dalla prossima stagione: le prove aperte la mattina del concerto, riservate a gruppi di studenti. Sarà un costo supplementare, ma confidiamo che qualcuna delle Fondazioni tradizionalmente vicine al Quartetto ci darà una mano.
Pensiamo che sia da sottolineare anche l'aver mantenuto il costo complessivo che il Socio deve affrontare (quota associativa ed abbonamento per l'intera stagione), rapportato al singolo concerto, in 20 Euro, avuto riguardo anche all'importanza di molti dei concertisti nostri ospiti. E a fianco dell'abbonamento all'intera stagione, per chi non desidera avere un impegno lungo 22 concerti, vi è la possibilità di sottoscrivere abbonamenti per una, o più, delle tre serie di concerti nelle quali si articola la stagione.
Tutto ciò, naturalmente, ha un impatto negativo sul nostro bilancio, perché non consente di aumentare le entrate così da pareggiare i costi. Il bilancio 2008 (pubblicato, con la relazione sulla gestione, sul sito www.quartettomilano.it, secondo la regola di trasparenza del Quartetto) ha chiuso con un disavanzo di 87.000 Euro.
Il disavanzo è dovuto ad una diminuzione dei ricavi più elevata della lieve riduzione della spesa complessiva, ottenuta comprimendo le spese generali, di promozione e marketing, favorendo invece un contenuto aumento dei costi artistici. Nei ricavi, sostanzialmente immutati sono quelli provenienti da Soci, abbonati, vendite di biglietti e sponsor, mentre - e qui principalmente sta la causa del disavanzo - si sono ulteriormente ridotti i già modesti contributi pubblici, in coincidenza con il, per altro noto, minor importo della seconda tranche del fondamentale contributo triennale dedicato dalla Fondazione Cariplo al nostro progetto di miglioramento gestionale.
Il concorso alla copertura della spesa complessiva dei ricavi per quote associative, abbonamenti e biglietti e sponsor è stato rispettivamente del 39% e del 17%, immutato, in percentuale, rispetto al 2007, mentre si è percentualmente ridotto l'apporto dei contributi di fondazioni e di privati (sceso dal 26 al 23%, per le ragioni già indicate) e degli enti pubblici (sceso dal 13 al 10%). Il residuo 11% della spesa costituisce la perdita, coperta dal patrimonio disponibile, ridottosi così a poco più di 43.000 Euro, ciò che pone a rischio la continuità del Quartetto, quasi alla vigilia dei suoi 150 anni.
Ringraziamo i nostri Soci, il cui apporto è ancora fondamentale per la nostra struttura economica, il pubblico esterno, che va crescendo di anno in anno da quando il Quartetto si è riaperto a tutta la città, i nostri sponsor, e in particolare Astaldi e il Credito Artigiano, sponsor istituzionali dal 2003 ed anche per la prossima stagione, la Fondazione Cariplo e la Fondazione Pro Musica Giancarlo e Etta Rusconi. Ma dobbiamo lamentare il limitato sostegno che ci viene dagli enti pubblici, che copre solo il 10% della spesa annua. In particolare, il contributo ministeriale, pur lievemente aumentato nel 2008 è poco meno che irrisorio, specialmente se confrontato col contributo assegnato a enti che svolgono attività analoga alla nostra. Si pensi, limitando il confronto a due enti milanesi pure attivi in Conservatorio, che il contributo assegnato al Quartetto è rispettivamente meno di un ventesimo e meno di un decimo di quello assegnato a tali enti! Ovviamente, qui non è in discussione la meritevolezza di tali contributi, ma solo la sperequazione del trattamento riservato al Quartetto.
La Regione Lombardia ci ha recentemente dimostrata la sua sensibilità e attenzione al problema della continuità del Quartetto, e ci auguriamo che altrettanto sia fatto dal Comune di Milano; la Provincia di Milano, che pure anni fa conferì al Quartetto la medaglia di benemerenza, ha addirittura cancellato, un paio di anni fa, l'esiguo contributo che da una decina di anni ci veniva erogato. Noi riteniamo che sia nei compiti degli enti pubblici locali rimediare alla deficienza del contributo ministeriale.
Ed anche ai nostri Soci, prima di tutto a quelli che costituiscono lo "zoccolo duro" della nostra compagine associativa (è tradizione che chi ci segue fedelmente da 50 anni venga nominato Socio benemerito), pensiamo di dover chiedere un intervento che valga ad assicurare la continuità del Quartetto, che non è venuta meno neppure quando l'occupazione nazista costrinse ad interrompere l'attività, anche allora grazie ad un intervento straordinario dei Soci.
Antonio Magnocavallo
Presidente