Il perché del festival.
La Valmalenco con la sua ricchezza geologica non
poteva che scegliere le pietre come suo bene strategico,
veicolo per intrecciare passato, presente e futuro.
Tematizzare la pietra locale significa infatti riconoscerle
un signifcato culturale che trascende l’interesse soggettivo
valorizzando le risorse ambientali per farle divenire
strumenti di crescita collettiva.
Il perché di una gestione privata
Le forze intellettuali ed economiche che alimentano il
festival «I giorni della pietra» rappresentano una forma
innovativa di gestire l’evento, un metodo teso a sviluppare
una forma di rete territoriale che, messa in opera, ne
sfrutti l’indubbio vantaggio competitivo.
Il carattere interdisciplinare del festival permetterà al
pubblico di vivere liberamente esperienze intellettuali,
sensoriali e sociali. «I giorni della pietra», facendo perno
sulla Biennale di scultura della Valmalenco e sugli eventi
ad essa connessi, intende rappresentare una forma di
comunicazione della cultura che si pone in discontinuità
con le politiche tradizionali locali.
La contrada Sasso
La contrada Sasso, una delle più antiche della Valmalenco,
quella dei cavatori di pietra ollare per eccellenza, è stata
scelta, come palcoscenico della seconda edizione del
festival, dal pubblico della MANGIALONGA in contrada,
manifestazione che si tiene ogni due anni, e consiste in una
giornata alla scoperta delle suggestive contrade del paese,
degustando, in compagnia dei contradaioli, i genuini
sapori malenchi.
La creazione di un percorso artistico ed etnogra.co vuole
restituire al luogo l’originale identità culturale come
presupposto di un nuovo percorso di sviluppo.