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1999: un anno di significativa crescita per Banca Popolare Santa Venera
Ai soci un dividendo di L. 4.000 per azione
Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare Santa Venera, nella seduta del 24 febbraio, ha approvato il progetto di bilancio della Banca per l'esercizio chiusosi il 31/12/1999. L'impegno dell'azienda nella fase di ristrutturazione ha prodotto, per l'esercizio trascorso, il ritorno ad un risultato netto di gestione positivo.
Analizzando i principali aggregati di Bilancio si denota come il buon andamento abbia generalmente interessato tutti i dati patrimoniali: la raccolta diretta pari a 1.366 miliardi è aumentata del 9,0% (1.253 miliardi nel '98). La raccolta indiretta aumenta del 25,7% fissando la raccolta globale a 2.217 miliardi (1.930 miliardi nel 1998), con un incremento del 14,9%. Le gestioni patrimoniali, realizzate presso BANCAPERTA SpA - società del Gruppo -, aumentano del 30,4% e portano il saldo per l'esercizio trascorso a 103 miliardi (79 miliardi il valore del 1998).
Positiva anche la crescita degli impieghi, che passano da 710 a 825 miliardi, registrando una crescita del 16,1%.
Il rapporto tra sofferenze nette e impieghi passa dall'11,4% del precedente esercizio al 9,8% con una significativa riduzione
Il conto economico, registra un saldo tra i ricavi e i costi dell'intermediazione del denaro con clientela ben più alto (+22,5%) di quello registrato nel '98, a causa della positiva dinamica del volume degli impieghi; in conseguenza delle scelte gestionali orientate a forme d'impiego meno esposte al rischio, il margine d'interesse evidenzia una flessione del 13,3% (da 67,7 a 58,7 miliardi).
Conseguentemente anche il margine di intermediazione registra una contrazione (-12,6%), passando da 96 a 84 miliardi: al soddisfacente incremento delle provvigioni (da 15,1 a 19,8 miliardi: +30,7%), si è contrapposto il decremento della voce relative alle operazioni finanziarie a causa di un differenziale sui titoli pari a 8 miliardi, integralmente imputati in conto economico senza il ricorso ad alcuna forma di immobilizzo del portafoglio titoli.
In considerazione dell'incremento dei costi complessivi di gestione pari al 2,2 % (da 75,3 a 76.9 miliardi), della riduzione di accantonamenti e rettifiche di valore che passano da 15,7 a 7,4 miliardi (-52,5%) a riprova della migliorata qualità del rischio di credito e dell'apporto dei componenti straordinari per 9,6 miliardi, l'utile lordo si incrementa del 41,1% portandosi complessivamente a 9,7 miliardi (6,8 miliardi nel 1998).
Detratte le imposte sui redditi (3 miliardi) e l'accantonamento al fondo rischi bancari generali (2,6 miliardi) si produce un utile netto che si attesta a 4 miliardi, con una significativa crescita rispetto a quello realizzato nell'esercizio precedente (104 milioni).
L'Assemblea della Banca, convocata per il prossimo 31 marzo, sarà chiamata a deliberare sulla proposta di destinazione dell'utile, che prevede un dividendo di 4.000 lire per azione.
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