comunicati stampa

BANCA POPOLARE SANTA VENERA: 1998 ANNO DI RILANCIO.

Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare Santa Venera - entrata da luglio 1998 nel Gruppo bancario Credito Valtellinese - ha approvato il progetto di bilancio della Banca relativo all'anno appena trascorso. La ripresa economica progettata per l'esercizio ha trovato il suo positivo riscontro nei conti della banca ed è sintetizzata da una marcata inversione nelle risultanze finali che ritrovano l' "utile".

In merito ai principali aggregati di Bilancio si evidenzia una crescita generalizzata dei dati patrimoniali: gli impieghi economici si attestano a 710 miliardi con un incremento rispetto al precedente esercizio del 2,8%, la raccolta diretta da clienti registra un prevista diminuzione da 1.330 a 1.258 miliardi (-5,4%) in favore di un aumento della raccolta indiretta complessiva che cresce da 489 a 677 miliardi (38,4%); in particolare il risparmio gestito ha visto incrementarsi il suo valore da 97 a 319 miliardi con una percentuale del 228,9%. Le Gestioni Patrimoniali attuate con la collaborazione della società specializzata del Gruppo - Bancaperta SpA - hanno registrato nello scorso esercizio un volume pari a 79,2 miliardi (incluse nella raccolta indiretta farebbero lievitare la performance dell'aggregato al 54,6%).

A livello di conto economico il margine di interesse è pressoché invariato attestandosi a 67,8 miliardi contro i 68,0 del precedente esercizio (-0,4%), mentre il margine di intermediazione cresce del 5,9% passando da 91,6 a 96,2 miliardi. In particolare, l'incremento delle commissioni nette, che aumentano da 7,0 a 9,8 miliardi, è pari al 39,2%.

Considerando che la crescita percentuale dei costi complessivi di gestione (+3,6% - da 72 a 75 miliardi) si attesta a livelli significativamente inferiori rispetto a quelli degli aggregati di ricavo, ne risulta che il margine lordo di gestione si incrementa dell'11% portandosi complessivamente a 20,9 miliardi.

Il risultato delle attività ordinarie è stato definito nella misura di 7,5 miliardi come differenza tra il risultato lordo di gestione e gli accantonamenti e rettifiche (13 miliardi) effettuati secondo criteri prudenziali. Le sofferenze depurate dalle rettifiche di valore, con criteri di costante severità, risultano pari a 81,3 miliardi e, rispetto al totale degli impieghi, esprimono un tasso di rischiosità pari all'11,4 % contro l'11,5% del precedente esercizio.

L'utile al lordo delle imposte sul reddito (5,1 miliardi) e dell'accantonamento al Fondo Rischi Bancari Generali (1,6 miliardi) si attesta a 6,8 miliardi con una assoluta inversione di risultato rispetto all'esercizio '97. L'utile netto dell'esercizio ammonta a 104 milioni contro una perdita di 10,9 miliardi del 1997

L'Assemblea della Banca, convocata per il prossimo 26 marzo, sarà chiamata a deliberare sulla destinazione dell'utile, la riclassificazione delle riserve patrimoniali, le azioni proprie, le cariche sociali nonché l'incarico alla società di revisione.

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