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Cassa San Giacomo dopo l'integrazione nel Gruppo Credito Valtellinese ritrova l'utile
Il Consiglio di Amministrazione della Cassa San Giacomo nella seduta del 24 febbraio scorso ha approvato il progetto di bilancio della Banca per l'esercizio 1999, azienda che è entrata a far parte del Gruppo bancario Credito Valtellinese a metà anno.
La ripresa economica progettata trova il suo positivo riscontro nella marcata inversione delle risultanze finali che ritrovano l' "utile".
Il piano di riavvio dei processi produttivi ha operato, come previsto, per il consolidamento dei volumi intermediati: la raccolta complessiva, con il più che favorevole supporto dell'indiretta (+23,5%) e del risparmio gestito, che si incrementa del +0,8% (da 423,4 a 426,7 miliardi) tornando a crescere.
In particolare le Gestioni Patrimoniali attuate con la collaborazione della società specializzata del Gruppo - BANCAPERTA Spa - hanno registrato nello scorso esercizio un volume pari a 18,2 miliardi. La rigorosa politica applicata nell'erogazione degli impieghi ha prodotto un minimo decremento (-3,9%), rallentando inoltre il trend di peggioramento delle sofferenze intrapreso negli ultimi esercizi.
Il conto economico registra 13,1 miliardi di margine di interesse (-21,3%), a causa di scelte gestionali orientate ad un minore rischio di credito; conseguentemente il margine di intermediazione passa da 21 a 18 miliardi (-14,1%); i costi operativi fanno registrare un saldo di 17,7 miliardi (+7,3%), gli accantonamenti e le rettifiche di valore un saldo di 1,9 miliardi (-56,2%), che con un apporto di componenti straordinarie per 3,2 miliardi fissano l'utile lordo, prima delle imposte (1,2 miliardi) a 1,3 miliardi, con una assoluta inversione di risultato rispetto all'esercizio '98 (-17,6 miliardi).
L'Assemblea della Banca, convocata per il prossimo 1 aprile, sarà chiamata a deliberare sulla destinazione dell'utile, la riclassificazione delle riserve patrimoniali e l'incarico alla società di revisione.
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