LA BANCA POPOLARE SANTA VENERA PROSEGUE IL PROCESSO DI RAFFORZAMENTO CON IL RITORNO ALL'UTILE: IL RISULTATO LORDO DELLE ATTIVITÀ SI ATTESTA A 7,5 MILIARDI E LE SOFFERENZE IN LIEVE RIDUZIONE HANNO UN VALORE DEL 11,4%.
Il pomeriggio di venerdì 26 marzo, alla presenza di un'ampia rappresentanza degli oltre 4.300 azionisti si è svolta l'Assemblea dei Soci della Banca Popolare Santa Venera S.p.A. che ha approvato all'unanimità il bilancio di esercizio. L'Assemblea dei Soci ha altresì deliberato di destinare l'utile d'esercizio a riserva; all'unanimità sono inoltre stati approvati tutti i punti all'ordine del giorno che prevedevano una modifica nella riclassificazione delle riserve patrimoniali, la nomina di sindaci e l'incarico alla società di revisione per l'esercizio 1999.
La banca presieduta dal dottor Giovanni De Censi dall'agosto scorso, in seguito all'ingresso nel Gruppo Bancario Credito Valtellinese, ha intrapreso un cammino di rinnovamento e rafforzamento ben evidenziato dalla crescita dei volumi intermediati e dal ritorno all'"utile". I risultati sono stati ottenuti grazie al forte radicamento territoriale della banca, presente da oltre novant'anni in terra siciliana.
I principali aggregati di Bilancio evidenziano una crescita generalizzata dei dati patrimoniali: gli impieghi economici si attestano a 710 miliardi con un incremento rispetto al precedente esercizio del 2,8%, la raccolta diretta da Clienti registra una prevista diminuzione da 1.330 a 1.258 miliardi (-5,4%) in favore di un aumento della raccolta indiretta complessiva che cresce da 489 a 677 miliardi (+38,4%); in particolare il risparmio gestito ha visto incrementarsi il suo valore da 97 a 319 miliardi con una percentuale del 228,9%. Le Gestioni Patrimoniali, attuate con la collaborazione della società specializzata del Gruppo - Bancaperta SpA - hanno registrato nello scorso esercizio un ulteriore volume pari a 79,2 miliardi (incluse nella raccolta indiretta fanno lievitare la performance dell'aggregato al +54,6%).
A livello di conto economico il margine di interesse è pressoché invariato attestandosi a 67,8 miliardi contro i 68,0 del precedente esercizio (-0,4%), mentre il margine di intermediazione cresce del +5,9% passando da 91,6 a 96,2 miliardi. In particolare, l'incremento delle commissioni nette, che aumentano da 7,0 a 9,8 miliardi, è pari al +39,2%.
L'ingresso nel Gruppo e la trasformazione in atto nel sistema bancario hanno favorito l'adozione di strutture organizzative volte al recupero della qualità nei processi produttivi aziendali ed all'affinamento delle condizioni di efficienza operativa, anche tramite il ricorso all'outsourcing. Tutto ciò ha portato i costi di gestione a 75 miliardi (+3,6% rispetto ai 72 miliardi dell'anno precedente) che si attestano su livelli significativamente inferiori rispetto a quelli degli aggregati di ricavo; ne risulta che il margine lordo di gestione si incrementa dell'11% portandosi complessivamente a 20,9 miliardi.
Il risultato delle attività ordinarie è stato definito nella misura di 7,5 miliardi come differenza tra il risultato lordo di gestione e gli accantonamenti e rettifiche (13 miliardi) effettuati secondo criteri prudenziali. Le sofferenze depurate dalle rettifiche di valore, con criteri di costante severità, risultano pari a 81,3 miliardi e, rispetto al totale degli impieghi, esprimono un tasso di rischiosità pari all'11,4 % contro l'11,5% del precedente esercizio.
L'utile al lordo delle imposte sul reddito (5,1 miliardi) e dell'accantonamento al Fondo Rischi Bancari Generali (1,6 miliardi) si attesta a 6,8 miliardi con una assoluta inversione di risultato rispetto all'esercizio '97. L'utile netto dell'esercizio ammonta a 104 milioni contro una perdita di 10,9 miliardi del 1997.