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Credito Valtellinese: Redditività confermata; in forte crescita le gestioni patrimoniali

Il Consiglio di Amministrazione del Credito Valtellinese, riunitosi venerdì 26 settembre, ha esaminato ed approvato la relazione semestrale della Capogruppo Credito Valtellinese.

La raccolta diretta da clientela è ammontata a 3.563 miliardi (contro i 3.112 del primo semestre '96), segnando un aumento del 14,5%, mentre gli impieghi hanno raggiunto la soglia dei 2.650 miliardi (+9,4%, con un'incidenza delle sofferenze nette - pari al 2,4% - significativamente inferiore alla media rilevata dal sistema) e la raccolta indiretta ha registrato un incremento dell'8,2% a 4.487 miliardi. Particolarmente positiva appare l'evoluzione del risparmio gestito (1854 miliardi con un incremento del 51,3%), che ha significativamente inciso sulle componenti strutturali del reddito: le commissioni ed i ricavi da servizi hanno registrato infatti, a fine semestre, un incremento del 7,1%, e la conferma di un simile trend è prevista per la fine dell'esercizio. Il patrimonio della banca nel periodo considerato si è ulteriormente rafforzato del 7,2%, risultando pari a 582 miliardi e confermando il successo dell'operazione di conversione in azioni del prestito obbligazionario "Credito Valtellinese 7% 1995-1998 convertibile".

Per quanto poi riguarda i dati economici, in uno scenario dominato da un ribasso consistente dei tassi di interesse l'incremento delle masse amministrate non è stato sufficiente a determinare una crescita del margine di interesse, calato dagli 83,4 miliardi del primo semestre 1996 a 81 miliardi. Il già commentato positivo andamento dei cosiddetti "ricavi da servizi" ha più che compensato la diminuzione suaccennata del margine di interesse, definendo un risultato lordo di intermediazione pari a 128,1 miliardi (+0,5%).

Le spese amministrative hanno manifestato una crescita del 6,7%, dovuta più al sostenuto aumento della voce relativa alle "altre spese amministrative" (+13,7%) che non alla dinamica delle spese per il personale (+1,4%), inferiore all'andamento del tasso di inflazione: i dati comprendono anche l'avvenuta imputazione a conto economico di 1,3 miliardi per il versamento effettuato in conseguenza degli impegni assunti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi a fronte dell'"operazione Sicilcassa".

L'utile delle attività ordinarie oltrepassa i 30,6 miliardi (invariato rispetto a 12 mesi or sono), mentre l'utile netto d'esercizio - determinato attraverso un modesto saldo positivo delle partite straordinarie ed imposte sul reddito in crescita a 18,5 miliardi - si fissa a 12.043 milioni (costante rispetto al primo semestre 1996).

Nella stessa seduta il Consiglio di Amministrazione del Credito Valtellinese ha inoltre esaminato ed approvato la situazione semestrale consolidata del Gruppo Credito Valtellinese, che rispecchia sostanzialmente l'andamento reddituale della Capogruppo. I crediti verso clientela risultano pari a 4.396 miliardi (+12,9%), la raccolta diretta da clienti sale a 6.320 miliardi (+13%), mentre la raccolta indiretta cresce a 8.090 miliardi (+5%) di cui 2.890 miliardi (+40,8%) di risparmio gestito.

A livello di conto economico, il margine di intermediazione si attesta al 30 giugno a 322,9 miliardi, in diminuzione del 9,4% rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente: nel suo ambito, positivo è risultato l'incremento fatto registrare dalle commissioni nette, il cui importo ha raggiunto i 36 miliardi (+3,5%).

Per ciò che concerne le componenti negative di reddito, l'importo delle spese riferibili al personale è passato da 87,2 a 87,8 miliardi, evidenziando una modesta dinamica su base annua (+0,7%); le altre spese di gestione hanno a loro volta evidenziato una crescita del 6,7%, incrementandosi da 51 a 54,4 miliardi.

L'utile delle attività ordinarie - determinato dopo aver conteggiato rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali ed immateriali per 123,1 miliardi e rettifiche di valore su crediti ed accantonamenti per 29 miliardi - ammonta a 26 miliardi, in diminuzione del 30,3% rispetto al risultato ottenuto alla fine del primo semestre 1996. Un saldo della gestione straordinaria di 1,4 miliardi ed imposte sul reddito d'esercizio quantificate in 19,7 miliardi, determinano infine un utile netto di periodo di 7,1 miliardi (-2,8%).

Si ricordano infine quali fatti significativi avvenuti dopo la chiusura del periodo l'operazione di razionalizzazione della rete di vendita del Gruppo - che ha assegnato al Credito Valtellinese il presidio delle province di Sondrio, Lecco, Como e Varese, mentre il Credito Artigiano si insedia sul rimanente territorio - e la delibera dell'Assemblea straordinaria della Banca Popolare di Rho favorevole alla trasformazione della stessa in società per azioni ed alla sottoscrizione di un aumento di capitale riservato da parte del Credito Valtellinese, finalizzato all'inserimento della Banca Popolare di Rho all'interno del Gruppo bancario Credito Valtellinese.

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