comunicati stampa

La Valtellina crocevia dell'Europa - Politica e religione nell'età della guerra dei Trent'anni.

A.c. Agostino Borromeo, Ed. Giorgio Mondadori

Il Credito Valtellinese ha voluto celebrare il 90° anniversario della sua costituzione con la pubblicazione di un volume che - concepito alle soglie dell'ormai effettiva unificazione dell'Europa, siglata con la sanzione di una comune egida economica- riconsiderasse il ruolo rivestito dalla Valtellina nel quadro delle vicende storico-politiche che hanno segnato il definirsi dell'Europa nel suo assetto di nazione moderna, nel XVII secolo.

L'opera che verrà ufficialmente presentata a Sondrio presso la sede di Palazzo Sertoli giovedì 17 Dicembre, primo atto della neonata Fondazione Credito Valtellinese, a cura del professor Agostino Borromeo, docente dell'Università La Sapienza di Roma, Presidente dell'Istituto Italiano di Studi Iberici e Accademico Corrispondente della Real Accademia de la Historia Spagnola, si propone come un ulteriore approfondimento critico sul significato strategico della Valtellina nel delicato gioco degli equilibri politico-religiosi tra gli Stati protagonisti della Guerra dei Trent'anni.

La complessità degli eventi, degli interessi e delle forze in campo, infatti, fa ritenere insufficienti e parziali quelle interpretazioni che ravvisano come elemento esaustivo lo scontro tra cattolici e protestanti, ovvero l'insofferenza dei Valtellinesi per la posizione prevaricante dei Grigioni, facendo riferimento ad elementi e contrasti marcatamente localistici. Se questioni confessionali costituirono la causa immediata degli atroci episodi che contrassegnarono le giornate del luglio 1620, le stesse non danno, tuttavia, adeguata spiegazione delle matrici storico - politiche che fecero assurgere alla Valtellina un ruolo di primo piano all'interno dello scacchiere internazionale.

Nel nostro territorio, infatti, si intersecavano le direttrici che da ovest ad est conducevano dalla Spagna, attraverso il ducato di Milano, nel cuore dell'Impero, e quelle che, da sud a nord, andavano da Venezia ai Paesi Bassi ed alla Francia. La Valtellina rappresentava geograficamente, ma anche sotto i profili diplomatico, politico e militare un vero crocevia dell'Europa e ripetutamente per il suo controllo si rischiò una guerra tra i due blocchi contrapposti: Spagna e Impero da una parte, Francia e Venezia dall'altro.

Il presente volume, frutto di una ricerca comparata tra autorevoli studiosi di livello internazionale -i più accreditati in ciascun paese coinvolto nel grande conflitto politico-religioso del XVII secolo- consente di poter disporre di nuovo materiale documentario di non facile reperibilità, proveniente dagli archivi della Monarchia Spagnola, della Corte di Parigi, della Repubblica di Venezia, della Santa Sede e del Governatorato di Milano, e di poter inquadrare la posizione peculiare della Valtellina nell'ambito del più complesso panorama di riferimento europeo.

Merito del Prof.Borromeo, curatore e artefice del volume, l'aver realizzato un'opera a più voci, con contributi di ricercatori con competenze tecniche specifiche sui temi trattati, che considera per la prima volta il problema valtellinese secondo una pro- spettiva esterna, quindi, di più ampio respiro: dal punto di vista dei principali centri del potere dell'Europa dell'epoca.

Condotto secondo criteri di impostazione scientifica, il volume, che si mantiene su un piacevole tono narrativo, è corredato da un ricco apparato iconografico di notevole pregio. Oltre alle stampe italiane e spagnole che configurano la geografia di Valtellina e ValChiavenna nel XVI-XVII secolo, racchiude alcune chicche come la pianta del Fonte che si fece in Valtellina vicino alla città di Bormio, datata 1620, dall'Archivio General de Simancas di Valladolid, le mappe del Forte di Fuentes, la splendida carta geografica dell'Italia Moderna di Ignazio Danti, conservata presso i Musei Vaticani.

Pregevole la riproduzione dei capolavori dei maestri del XVII secolo, tra cui i celeberrimi ritratti equestri dei sovrani spagnoli realizzati da Tiziano e Velasquez, le vedute di Venezia del Canaletto, i paesaggi di Claude Lorrain.

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