CREDITO ARTIGIANO
Approvato il progetto di bilancio al 31.12.2002
Positiva evoluzione degli indicatori economici
margine di intermediazione: + 6,4%
utile ordinario: + 19%
in significativa crescita le masse intermediate
raccolta globale + 7%
impieghi: + 15,4%
Milano, 18 febbraio 2003 - Il Consiglio di Amministrazione del Credito Artigiano, presieduto dall'avv. Bassano Baroni, ha esaminato ed approvato il progetto di bilancio al 31.12.2002, i cui dati evidenziano un'ulteriore significativa crescita delle masse intermediate e la positiva evoluzione della redditività.
La raccolta diretta si rappresenta in € 2.797 milioni, con una crescita del 15,4% rispetto a dicembre 2001. La raccolta indiretta raggiunge 3.556 milioni di euro, registrando su base annua un incremento dell'1,3%. Nell'aggregato la componente del risparmio gestito passa da 1.467 a 1.578 milioni di euro, segnando un miglioramento del 7,6% rispetto al 2001. Si conferma importante lo sviluppo nel comparto assicurativo, che passa da 181 a 249 milioni di euro, con un + 37,3% su base annua.
La massa amministrata nel suo complesso - al netto delle passività subordinate - raggiunge € 6.353 milioni di euro, con un incremento su base annua del 7%.
Si conferma sostenuta la crescita degli impieghi alla clientela, che raggiungono 2.503 milioni di euro, con un incremento del 15,4%.
Il rapporto tra le partite in sofferenza, al netto delle previsioni di perdita, e gli impieghi complessivi si attesta all'1,76%.
Il margine di interesse cresce del 2%, attestandosi a € 81,9 milioni, grazie alla continua ed armonica crescita delle masse intermediate che ha compensato la progressiva riduzione degli spread e l'ulteriore contrazione degli interessi su titoli.
Il margine da servizi si attesta a 36,8 milioni di euro, segnando una crescita superiore al 10%.
I profitti da operazioni finanziarie contribuiscono alla determinazione del margine per 2,5 milioni di euro, a fronte di 3,9 milioni di euro dello scorso anno.
Grazie alla positiva dinamica delle principali componenti di ricavo e - segnatamente - all'evoluzione maggiormente significativa dell'aggregato riferito alle commissioni nette, il margine di intermediazione cresce quindi del 6,4% su base annua e passa da € 133,4 milioni dello scorso anno a € 141,9 milioni.
I costi di gestione si attestano a € 93,2 milioni, con un incremento del 5,3% rispetto al 31.12.2001. Più in dettaglio, il costo del personale si incrementa del 5,7%, passando da 41,4 a 43,8 milioni di euro. Alla data l'organico è composto da 789 unità; 79 le filiali, 3 in più rispetto allo scorso anno.
Le altre spese amministrative passano da 47,1 a 49,4 milioni di euro, con un aumento del 4,9%.
Le rettifiche e gli accantonamenti sono complessivamente pari a € 22 milioni rispetto a € 22,5 milioni dello scorso anno.
Il risultato dell'attività ordinaria si determina in € 26,7 milioni contro € 22,4 milioni dell'anno scorso, con una crescita del 19%.
Gli oneri fiscali dell'esercizio in esame, complessivamente pari a 12,6 milioni di euro rispetto a 8,6 milioni dell'anno scorso, si appesantiscono del 46% anche in relazione alle modifiche intervenute nella normativa fiscale, che hanno pressoché azzerato gli effetti della dual income tax.
Conseguentemente, l'utile netto 2002 si sostanzia in 15,2 milioni di euro, con un aumento del 3,4% rispetto al 31.12.2001.
All'Assemblea degli Azionisti, convocata per il 14 aprile 2003 e, occorrendo, per il 15 aprile in seconda convocazione, il Consiglio di Amministrazione sottoporrà la proposta di distribuzione di un dividendo di € 0,1165 per ciascuna delle n. 112.918.320 azioni con godimento 1.1.2002, - contro 0,1229 euro per 103.211.920 azioni dello scorso esercizio - in pagamento dal 25 aprile 2003 (data stacco 22 aprile 2003).
Prospetti di Stato Patrimoniale e Conto Economico riclassificati (file .pdf, 164 KB)